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I Silver Key si sono formati per la prima volta attorno al 1992. L’unico componente storico rimasto anche nell’attuale formazione era Yuri Abietti alla voce e alla chitarra acustica. Dopo qualche mese di prove e la registrazione di un demo con un pezzo originale in fase ancora embrionale, questa prima formazione si sciolse, anche se Yuri continuò a suonare, cantare e scrivere vari brani, collaborando anche con altri gruppi e in vari progetti, soprattutto di carattere folk e rock. Alcuni pezzi originali vennero presentati anche su Radio Popolare durante la trasmissione “Pallacorda”.

Il nome “Silver Key” deriva da un racconto dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft, famoso per le sue storie horror incentrate sui cosiddetti “Miti di Cthulhu”. Secondo Lovecraft la Chiave d’Argento è l’oggetto magico che consente di accedere al Regno dei Sogni, le Dreamlands dove ogni cosa è possibile. Nel racconto “Attraverso i Cancelli della Chiave d’Argento” (Through the Gates of the Silver Key), H. P. Lovecraft gioca con gli antichi miti greci sul dio “Oneiros” (Sogno), reinventandoli.

L’amore per i racconti di Lovecraft e per i fumetti di Sandman (il “Signore dei Sogni” rivisto dall’autore inglese Neil Gaiman), tuttavia, non è sufficiente per giustificare la scelta di questo nome. In realtà la valenza è del tutto simbolica: se la Chiave d’Argento serve ad aprire la porta del Mondo dei Sogni, allora il fatto di ritrovarsi e suonare insieme è proprio la chiave per cercare di realizzare quei sogni che ognuno di noi ha sempre coltivato, senza mai abbandonarli davvero, in tutti questi anni. Questo nome, comunque, non ha nulla a che vedere con gli omonimi pezzi (generalmente di gruppi hard-rock o metal) che riprendono il tema dai racconti di Lovecraft (tra i quali, per esempio, i Dark Moor o i Necronomicon).

I Silver Key si riformarono un paio d’anni più tardi, attorno al progetto di Yuri di creare una coverband di prog-rock. La nuova formazione, oltre a lui, comprendeva Omar Bragonzi alla batteria, Miscel de Grandi al basso, Davide Manara alle tastiere e Paolo Magistris alla chitarra. Dopo qualche mese di prove, a Miscel succedette il giovane Alberto Grassi (all’epoca, ancora minorenne) che si dimostrò un vero virtuoso dello strumento! Con questo lineup i Silver Key si esibirono in un paio di concerti (uno dei quali, per la qualificazione a un concorso di gruppi di base). Questa formazione non aveva ancora preso la direzione di una vera e propria tribute-band, ma presentava (oltre a “Grendel”, “View from the Hill” e al primo lato di “Misplaced Childhood”) anche pezzi di altri artisti (come “Hold the Line” e “Hydra”, dei Toto, “Anagram (for Mongo)” dei Rush e due pezzi di Elio e le Storie Tese: “Faro” e “Cavo della mia Chitarra”).

Dopo queste imprese, il gruppo si sciolse nuovamente per una serie di motivi: Omar, il batterista, continuò i suoi studi di tecnica di batteria e provò altri generi musicali, così come Davide, che intraprese un’avventura Jazz e suonò in diverse formazioni, mentre Paolo dovette trasferirsi in Toscana per seguire i suoi studi di ingegneria.

Poi accadde qualcosa. Più di dieci anni dopo, in seguito a numerose discussioni e insistenze da parte dei vecchi membri della band, Yuri Abietti, Marco Dominioni (bassista, autore, cantante e frontman di diversi gruppi di sua formazione, tra i quali ricordiamo i “Dies Irae” e gli “Anecoica”), Paolo Magistris, Davide Manara e la new-entry Viviano Crimella alla batteria, decisero di rifondare i Silver Key come vera e propria tribute band dei Marillion del primo periodo e di Fish.

Il progetto suscitò immediatamente molto entusiasmo e la nuova formazione, con il lineup definitivo, mise in cantiere cover su cover. Dopo circa sette mesi di prove settimanali, con alcune puntate “intensive” durante i weekend, i Silver Key si sono esibiti nel dicembre del 2006 (e poi nel gennaio del 2007) nei primi due live d’esordio, testando la formazione, alla Budineria di Milano, in occasione di una riunione dei fan-club ufficiali di Fish e dei Marillion.

La Budineria rimarrà senza dubbio una delle “venue” fisse del gruppo, considerata la sua storia e la valenza simbolica che ha per tutti i fan del gruppo britannico. A maggio del 2007 i Silver Key si sono esibiti alla convention nazionale dei fan club ufficiali italiani di Fish e dei Marillion, all’annuale appuntamento di Cervia. Dopo più di tre anni di intensa e stimolante collaborazione, il bassista Marco Dominioni è stato costretto a prendere la difficile decisioen di lasciare a tempo indeterminato la formazione della band per dedicarsi alla famiglia e ad altri progetti.

Nel frattempo, il frutto di tanti anni di sforzi e di impegni musicali da parte degli altri componenti si sta concentrando sulla rivisitazione in chiave prog dei testi e dei brani finora composti, finalizzata alla creazione di un primo CD di musica originale. Dal marzo 2009, i Silver Key sono in “ritiro musicale” allo scopo di registrare in piste un demo di pre-produzione con le proprie canzoni (grazie anche all’introduzione nel gruppo del nuovo chitarrista, Carlo Monti e all’aiuto del bassista storico Alberto Grassi, che aiuta la band anche in alcune esibizioni live) e hanno accantonato temporaneamente la preparazione di nuove cover o l’esibizione in concerti dal vivo. Tra le tracce in preparazione, ricordiamo alcuni dei brani che sono già stati presentati “live” in anteprima come “Temporary Shells”, “In the Land of Dreams”, “Millennium” e altri come “More Than I Can”, “Learn to Let Go”, e “Broken Angel”.

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