Assassing
Assassing
I am the assassin, with tongue forged from eloquence
I am the assassin, providing your Nemesis
On the sacrificial altar to success, my friend
Unleash a stranger from a kiss, my friend
No incantations of remorse, my friend
Unsheathe the blade within the voice, my friend
I am the assassin
Who decorates the scarf with the fugi knot
Who camouflaged emotion in a thousand yard stare
Who gouged the notches from the family tree
Who hypnotised the guilt in career rhythm trance
Assassing, assassing, listen to the blade, feel the blade
Listen as the syllables of slaughter cut with calm precision
Patterned frosty phrases rape your ears and sow the ice incision
Adjectives of annihilation, bury the point beyond redemption
Venomous verbs of ruthless candour, plagiarise assassins fervour
Apocalyptic alphabet casting spell, the creed of tempered diction
My friend, your friend the assassin
A friend in need is a friend that bleeds
Let bitter silence infect the wound
I am the assassin, my friend
Assassin!
You were a sentimental mercenary in a free fire zone
Parading a Hollywood conscience
You were a fashionable objector with a uniform fetish
Pavlovian slaver at the cash till ring of success
A non com observer – I assassin the collector – defector
So you resigned yourself to failure, my friend
And I emerged the chilling stranger, my friend
To eradicate the problem, my friend
Unsheathe the blade within the voice
And what do you call assassins who accuse assassins anyway, my friend?
Traduzione
Assassino(1)
Sono l’assassino con una lingua forgiata dall’eloquenza
Sono l’assassino e procurerò la tua Nemesi(2)
Sull’altare sacrificale del successo, amico mio
Libererò uno straniero con un bacio, amico mio(3)
Niente incantesimi, niente rimorsi, amico mio
Sguainerò la lama nella voce, amico mio
Io sono l’assassino
Che decora la sciarpa con il nodo dei Thug(4)
Che cammuffa emozioni nello sguardo da mille iarde(5)
Che incide le tacche nell’albero di famiglia
Che ipnotizza la colpa nella trance ritmica della carriera
Assassino, assassino
Ascolta la lama, senti la lama
Senti come le sillabe del macello tagliano con calma precisione
Schemi di frasi gelide violentano le tue orecchie
E gettano semi nelle incisioni del ghiaccio
Aggettivi di distruzione
Seppelliscono il punto oltre qualsiasi redenzione
Verbi velenosi di spietato candore
Plagiano il fervore degli assassini
Alfabeti apocalittici lanciano incantesimi
Il credo della dizione temprata
Il mio amico, il tuo amico, l’assassino
Un amico nel bisogno è un amico che sanguina(6)
Lascia che l’amaro silenzio infetti la ferita
Sono l’assassino, amico mio
L’assassino
Eri un mercenario sentimentale in una zona a fuoco libero(7)
Che faceva sfilare la sua coscienza hollywoodiana
Eri un obiettore alla moda con una mania per le uniformi
Uno schiavo pavloviano alla cassa che attende il suono del successo
Un osservatore non combattente(8) – Io uccido il collezionista, il disertore
Così ti sei rassegnato al fallimento, amico mio
E io ho fatto emergere lo straniero glaciale, amico mio
Per sradicare il problema, amico mio
Sguainando la lama nella voce, nella voce
E, comunque, come chiami gli assassini che accusano altri assassini, amico mio?(9)
Note
(1) Il titolo sembra un gioco di parole tra il termine “assassin” (assassino) e “sing” (cantare). Oppure una fusione di “assassin” e “sassing” (parlare male di un’altra persona). Fish, però, ha più volte dichiarato che non ha la più pallida idea del perché abbia messo quella “g” in fondo alla parola, quindi il “mix” potrebbe essere del tutto inconscio o involontario.
(2) Nemesi era la divinità greca della vendetta.
(3) Un verso che, forse, è un richiamo biblico al “bacio di Giuda”, quindi al tradimento vestito da gesto amichevole, decisamente in tema con il testo della canzone.
(4) “Fugi” è una contrazione del termine “Thug”, una setta di assassini indiani che usava uccidere ritualmente le proprie vittime strangolandole con una sciarpa di seta.
(5) Durante la Prima Guerra Mondiale i soldati cercavano di cogliere i movimenti nelle trincee nemiche forzando lo sguardo, anche di notte e con scarse luci disponibili, le quali generalmente si trovavano a circa mille iarde di distanza da quelle alleate. Questo provocava un disturbo della vista che all’epoca era conosciuto come “thousand-yards stare” e che, in genere, guariva da solo col tempo e con il riposo.
(6) Un gioco di parole sulla frase “a friend in need is a friend indeed”, che indica il fatto che gli amici che hanno bisogno d’aiuto si comportano in modo particolarmente, per l’appunto, amichevole e gentile.
(7) La “free-fire zone”, cioè la “zona di fuoco libero”, durante la guerra del Viet-Nam, era una zona in cui, secondo i rapporti, non dovevano esserci né civili né alleati, quindi chiunque passasse di lì poteva essere ucciso (fuoco libero) perché era sicuramente un nemico. Inutile dire che questo concetto ha creato, all’atto pratico, più incidenti che vantaggi tattici.
(8) Un “non-com observer”, sempre durante la guerra del Viet-Nam (e in seguito in altre guerre) era un osservatore che non prendeva parte ai combattimenti (come un consigliere di guerra).
(9) La frase che Brando (il colonnello Kurtz) dice a Martin Sheen (il capitano Willard) verso la fine di “Apocalypse Now”. Willard è stato mandato per assassinare (!) Kurtz, che è diventato una sorta di Re nella foresta, portando avanti la sua guerra personale, efficace ma non autorizzata dalle autorità americane. Kurtz capisce benissimo cosa Willard sia venuto a fare nella sua “Corte” e gli risponde in questo modo, sottintendendo che gli ordini provengono da un’autorità ipocrita che chiama lui assassino quando è formata in primo luogo da assassini.